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di: Donata Allegri

Un team di genetisti coordinati da Matthew Rockman alla Duke University, insieme a Matthew Hahn all'Università Californiana di Davis e David Goldstein alla University College di Londra, ha scoperto che in Europa le malattie cardiache potevano essere in numero maggiore del 40%, se non si fosse diffuso tra gli europei la variante protettiva di un gene. Forse la selezione naturale ha impedito il diffondersi di un difetto su un gene legato alla salute delle arterie ed ha favorito invece la diffusione della variante meno pericolosa del gene stesso.

Si tratta del gene stromelisina-1, o MMP-3 che dà istruzioni alle cellule per produrre un enzima che controlla la pulizia delle pareti delle arterie tenendo sotto controllo l'arteriosclerosi, gli individui sono tanto più protetti quanto più in abbondanza è prodotto l'enzima. I ricercatori hanno esaminato la sequenza di MMP-3 in tantissime persone di provenienza geografica diversa, utilizzando il DNA di popolazioni moderne ed anche quello ricavato da resti di Dna di individui vissuti anche moltissimi secoli fa, nonché quello di altri primati non umani.

Eseguendo calcoli complicati hanno visto che la popolazione europea a partire da 24 mila anni fa ha cominciato a beneficiare del diffondersi della variante di MMP-3 che consente di produrre la maggior quantità di enzima e che, quindi, è protettiva per vasi e cuore. Questo studio è stato pubblicato sulla rivista “Current Biology”.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Duke University

University of California, Davis

University College London

Donata Allegri
E-mail: donata.allegri@ecplanet.com
Sito personale: Crocevia




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